Come chiedere piccoli prestiti senza busta paga: 5 consigli utili

Non hai una busta paga ma hai bisogno di un prestito personale per fare delle compere più o meno importanti? Necessiti di denaro per comprare una macchina nuova o usata, per fare una vacanza, un trattamento benessere, ristrutturare casa o comprare un nuovo arredo interno? Vediamo alcuni consigli utili su come poter chiedere (ed ottenere) dei piccoli prestiti senza busta paga.

Senza busta paga non significa senza lavoro

Spesso si fa confusione tra “prestiti senza busta paga” e “prestiti per disoccupati”. In realtà, sono due cose completamente diverse perché gli autonomi, pur essendo senza busta paga, hanno un’occupazione e dunque possono fornire delle garanzie di rimborso (testimoniate dalla presenza della dichiarazione dei redditi per la precisione).

Chi è senza lavoro, invece, non può vantare alcuna garanzia di rimborso e pertanto la maggior parte delle domande di prestiti per disoccupati (come quelli per le casalinghe, ad esempio) finiranno per essere respinte a monte.

Verificare con attenzione la somma da richiedere

Partendo dal presupposto che non bisognerebbe mai chiedere una somma di denaro più alta di quella di cui si ha bisogno, per evitare di pagare troppo in termini di tasso di interesse, bisogna dire che più è bassa la somma di denaro che viene richiesta e più alta è la possibilità di avere una risposta positiva da parte della banca o della finanziaria.

Semplicemente, questo accade perché il rischio aumenta all’aumentare della somma concessa.

Per cui, visto che si ha bisogno di piccoli prestiti e si è senza busta paga, meglio limitarsi e cercare, se possibile, di non superare i 5.000 € .

Preparare delle garanzie aggiuntive

In qualità di lavoratori autonomi bisogna essere sempre pronti a fornire delle garanzie aggiuntive se venissero richieste dall’istituto di credito.

Due delle garanzie più comunemente accettate sono:

  • Fidejussione personale, ovvero quando una terza persona si impegna in qualità di obbligato e dovrà rimborsare il finanziamento qualora il debitore principale non lo faccia;
  • Cambiale a garanzia, considerando che la cambiale è un titolo di credito e che è esecutiva, viene solitamente usata a garanzia del finanziamento (soluzione spesso scelta se chi fa richiesta del prestito è un cattivo pagatore o un protestato).

Fate attenzione alla vostra storia creditizia

I lavoratori autonomi che sono stati segnalati come cattivi pagatori o come protestati, di solito, non riescono a fare domanda di prestito con successo perché proprio questa segnalazione è un forte impedimento.

Per questo motivo vi consigliamo sempre di verificare la vostra situazione creditizia prima di presentare domanda: controllate di non essere segnalati come cattivo pagatore o come protestato e, se avete una storia pulita, potete tranquillamente procedere, in caso contrario meglio attendere di “ripulirla”. In quest’ultimo caso sarà necessario avere pazienza perché bisogna attendere delle tempistiche minime previste per legge.

Considerate la storia aziendale e professionale

Poiché siete lavoratori autonomi, la banca si basa esclusivamente sul vostro lavoro per darvi un prestito. E’ per questo motivo che è importante far sì che la storia aziendale e professionale sia pulita e lo sia sempre stata.

Inoltre, tenete a mente che di solito gli istituti di credito chiedono una storia aziendale di almeno 24 mesi (2 anni) prima di poter accettare domande dagli autonomi (ma questo potrebbe variare da banca a banca e per i piccoli prestiti senza busta paga potrebbe essere inferiore).