Liberatoria prestito rifiutato

Cos’è una liberatoria prestito rifiutato? Come funziona una delibera prestito rifiutato? Come richiedere una liberatoria prestito rifiutato?

Chi si è visto incassare un bel No alla richiesta di un prestito – per i motivi più vari – vorrebbe presto uscirne ed utilizzare come strumento appunto la liberatoria di un prestito rifiutato, al fine di azzerarne le conseguenze.

In questa guida completa sulla liberatoria prestito rifiutato cercheremo di darvi tutte le informazioni utili a riguardo.

Cos’è una liberatoria (o delibera)?

Come lascia intendere il termine stesso, una liberatoria è un mezzo che libera una persona nel fare qualcosa. Ne concede quindi il nulla osta. Pertanto, richiedere la liberatoria di un prestito rifiutato significa proprio “liberare” il richiedente di un prestito rifiutato (o in attesa di esito) così da azzerarlo e renderlo nullo. E fare in modo che la pratica non risulti più pendente ai successivi enti creditizia cui ci si risolve.

Si tratta di un documento rilasciato al cliente, da parte della banca o della società finanziaria a cui ci si è rivolti, dove viene riportato chiaramente che la richiesta di prestito presentata allo stesso istituto non ha avuto seguito. Per tre motivi principali:

  1. pratica non accettata (prestito negato)
  2. rinuncia del richiedente
  3. semplice archiviazione senza esito positivo o negativo

Si tratta pertanto della conferma di annullamento di una richiesta di finanziamento.

La liberatoria prestito negato può essere anche ottenuta via mail ove previsto.

Ad onor del vero, comunque, prima di proseguire, possiamo anche dire che questo documento sta diventando sempre più desueto e non più richiesto. Più in avanti vedremo perché.

Liberatoria prestito rifiutato: a cosa serve?

A cosa serve la liberatoria del prestito rifiutato? E’ un documento che può essere richiesto dall’istituto di credito o dalla società finanziaria a cui si è rivolti per ottenere un prestito quando, in fase di istruttoria della propria richiesta, vuole appurarsi che non ci siano altre richieste in corso. Onde evitare situazioni debitorie multiple, ma anche per un fatto concorrenziale aggiungiamo noi.

Del resto, ogni ente creditizio deve erogare prestiti in base alla situazione debitoria pregressa di un cliente e, quindi, in base ad un tetto di indebitamento massimo dello stesso. Onde evitare che accumuli troppe rate e finisca per diventare insolvente.

Pertanto, l’ente creditizio può decidere di richiedere la lettera liberatoria se, visionando le banche dati creditizie, si accorge che il richiedente ha altre richieste in corso d’opera. Del resto, uno dei motivi di rifiuto di un prestito, oltre ai troppi prestiti già in corso, troviamo anche le eccessive richieste di prestiti.

In fondo, è bene sapere che tutte le richieste di prestito effettuate finiscono in automatico in diverse banche dati e dunque sono a disposizioni dei soggetti abilitati a concedere prestiti.

Pertanto, se l’istituto di credito, andando a controllare nella banca dati, si rende conto che ci sono altre domande di finanziamento pendenti con lo status di e “IN RICHIESTA”, finisce per respingere in automatico la pratica.

Ottenere una liberatoria, quindi, garantisce che lo status della richiesta non sia più in “RICHIESTA”.

Liberatoria prestito estinto cos’è?

La liberatoria può essere utile anche per un finanziamento che è stato estinto nei tempi previsti e quindi ha avuto un decorso positivo. In tal caso si parla di liberatoria prestito estinto, la quale evidenzierà proprio il corretto rimborso del prestito e quindi “libererà” il debitore definitivamente. Dandogli così la possibilità di fare domanda di un nuovo finanziamento nel caso in cui ne avesse bisogno.

Liberatoria finanziamento negato: quando serve?

Quando serve la liberatoria da un finanziamento negato? I tempi sono cambiati anche per quanto riguarda l’erogazione dei prestiti. E non solo da un punto di vista prettamente monetario (è più difficile ottenere prestiti che fino a 30 anni fa).

Infatti, l’introduzione di sistemi interconnessi e informatizzati, ha reso automatici anche i controlli su quanti richiedono un prestito. Proprio perché l’ente attinge direttamente a delle banche dati, quindi si evitano passaggi particolari.

Fino a qualche anno fa, infatti, esisteva la figura del deliberante. Vale a dire colui che era incaricato di deliberare sulle richieste di finanziamento. Oggi, invece, banche e società finanziarie si affidano direttamente a dei software. Quindi, se prima l’approvazione o il diniego di un prestito era affidato anche in parte alla discrezione di uno o più soggetti preposti alla verifica dei dati (per quanto comunque agissero su dati finanziari oggettivi del richiedente), oggi questo giudizio è espresso direttamente dai sistemi delle società finanziarie. Le quali si rifanno a banche dati come quella del Crif o di Experian. Ed in base a questi accettano o rifiutano un prestito.

Dunque, tornando alla domanda di partenza: quando serve la liberatoria prestito negato? La risposta è oggi assai raramente. E, probabilmente, lo sarà sempre di più. Ciò significa che, senza troppi fronzoli, un prestito ci verrà negato e dovremo attendere 30 giorni per chiederne uno nuovo. Ciò anche per venire incontro a tutto quanto avvenuto per anni, tra abusi e manovre spregiudicate di molti banchieri.

Liberatoria di un prestito: come richiederla?

Come richiedere la liberatoria di un prestito? Da circa un ventennio, anche il mercato creditizio è diventato altamente libero e concorrenziale. E ciò ha fatto sorgere molte società erogatrici di prestiti che si sono affiancate alle tradizionali banche. Un tempo soggetti giuridici imperanti per questo scopo. Certo, la rosa di quelle più interrogate per la richiesta di un prestito si restringe a poche e sono quelle che operano da anni nel settore: Findomestic, Compass, Agos, per esempio.

Proprio per questo, occorre sapere che ogni società prevede delle proprie regole per concedere la liberatoria da un prestito. Così come la modalità di invio, che può essere in formato cartaceo dal vivo, via email (prassi ormai sempre più comune in nome della digitalizzazione dei documenti pubblici e privati) o via fax. Contestualmente al rifiuto del finanziamento.

Un esempio illuminante è quello della società finanziaria ABC, la quale utilizza una politica in questo campo molto severa: in presenza di altre richieste di finanziamento fatte negli ultimi 3 mesi, la nuova richiesta viene respinta in modo automatico. Quindi, ciò vuol dire che il sistema archivierà in modo automatico la domanda di finanziamento, con esito non positivo. E possiamo anche aggiungere che, come accennato in precedenza, questo è il sistema ormai prevalente.

A quanti comunque cercano un modo per chiedere la liberatoria a questa o quella società, o ad una banca, aggiungiamo che questo documento non ha valore salvo caso in cui sia proprio la nuova società a cui l’abbiamo chiesto a chiederci una copia.

A volte un cliente cerca proprio una liberatoria per non avere richieste pendenti. Ma non può agire a propria discrezione. Dovrà reperire questo documento solo nel caso appena detto.

Talvolta può capitare che, nella speranza di ottenere più velocemente un prestito, finiamo per fare più di una richiesta e, perfino di non ricordare tutte le società alle quali ci siamo rivolti. E’ un po’ come quando chiediamo i preventivi a più concessionarie quando dobbiamo acquistare un’auto nuova.

Onde evitare problemi e dimenticanze, si può fare domanda al CRIF per ottenere l’elenco delle richieste pendenti. Ottenuto il quale passeremo a chiedere la liberatoria ad una per una. O a chi avevamo dimenticato.

Tempi per rilascio della liberatoria finanziaria

Quanto tempo ci vuole per il rilascio della liberatoria finanziaria? Il documento viene rilasciato solitamente in modo automatico e consegnato insieme all’esito della richiesta di finanziamento. Quindi, in concomitanza con il rifiuto incassato.

Se la modalità di richiesta del prestito è avvenuta online, allora la liberatoria sarà inoltrata via mail, generalmente con la dicitura:

La presente email ha valore di liberatoria per prestito non concesso, nei

confronti di altre banche o istituti finanziari

Se la nostra richiesta di prestito non ha ancora ottenuto una risposta, sarà possibile inoltrare richiesta specifica per l’emissione della liberatoria per sollecitarli ad inviarlo. Anche qui comunque vale la regola che ogni società finanziaria agisce in un modo. Per esempio per Agos è sufficiente la richiesta alla stessa agenzia, che secondo le testimonianze dei clienti, arriverà in pochi minuti.

Un altro esempio è la banca spagnola Santander, operativa anche in Italia. Stando a quanto testimoniano i clienti, la liberatoria è stata inviata con una lettera a domicilio.

Dunque, le modalità e i tempi cambiano da caso a caso. E non solo in base alla banca o alla finanziaria alle quali ci siamo rivolti, ma anche al motivo che ha portato al rifiuto. Generalmente, più grave è il motivo, più potrebbe volerci tempo.

Ricordiamo a tal fine i motivi principali che portano al rifiuto di un prestito:

  • Reddito percepito e/o patrimonio vantato insufficienti
  • Contratto lavorativo precario
  • Iscrizione al registro dei Cattivi Pagatori
  • Iscrizione al registro dei Protestati
  • Eccessive situazioni debitorie in corso
  • Troppe richieste di prestito pendenti
  • Iscrizione al CRIF e mancato decorso dei 30 giorni
  • Fare da Garante a cattivi pagatori
  • Garante proposto non ha tutti i requisiti richiesti
  • Non sono state date tutte le informazioni richieste dalla banca o dalla finanziaria
  • Siamo clienti non censiti (perché al primo prestito)