Prestito rifiutato CRIF: motivi e tempi di permanenza

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Ecco una guida pratica per capire il Prestito rifiutato CRIF. Di seguito motivi, tempi di permanenza ti iscrizione e altre tempistiche del caso.

In molti, dopo aver incassato un no alla richiesta di un finanziamento e saputo che saranno iscritti al CRIF, corrono su Google per cercare i termini Prestito rifiutato CRIF. Al fine di capire a cosa andranno incontro.

In effetti la paura è tanta, perché si teme di essere finiti in un registro negativo che finirà per renderci impossibile richiedere altri prestiti in futuro. Inoltre, molti confondono il CRIF con il registro dei Cattivi pagatori.

In questa guida completa su Prestito rifiutato CRIF, vedremo appunto cos’è il CRIF, quali conseguenze comporta finirci e come poterne uscire per poter richiedere nuovamente un prestito.

Prestito rifiutato CRIF: motivi e cosa significa

Per vari motivi, possiamo trovarci dinanzi al rifiuto di un prestito richiesto.

I motivi possono essere diversi e li sintetizziamo di seguito:

  • Il reddito che percepiamo viene ritenuto insufficiente. Ciò significa che la rata mensile dell’importo che dobbiamo restituire supera un terzo della nostra data mensile. Insufficienti sono poi ritenuti i beni che vantiamo come patrimonio in generale
  • Abbiamo un contratto di lavoro a tempo determinato, quindi precario. E non offre garanzie per il futuro, sebbene il reddito mensile copra le rate da pagare
  • Siamo iscritti al registro dei Cattivi Pagatori, perché non abbiamo onorato a dovere la restituzione di pregressi prestiti ottenuti. Quindi per un ente creditizio risultiamo soggetti di cui non fidarsi
  • Risultiamo soggetti Protestati, siamo quindi iscritti al registro dei protestati per il mancato pagamento dei titoli di credito.
  • Risultiamo sovraindebitati, dobbiamo cioè affrontare troppi prestiti da restituire
  • Abbiamo all’attivo troppe richieste pendenti verso altri enti creditizi
  • Non sono trascorsi i 30 giorni previsti per la cancellazione dal CRIF
  • Risultiamo Garante di cattivi pagatori, pertanto abbiamo già una situazione precaria ancora in corso
  • Il Garante che abbiamo proposto per controbilanciare la nostra insufficiente situazione reddituale e patrimoniale non ha tutti i requisiti richiesti
  • Non abbiamo fornito tutte le informazioni che ci sono state richieste
  • Siamo clienti non censiti, ovvero, è la prima volta che richiediamo un prestito, quindi non abbiamo un passato debitorio che la banca può valutare

In caso di prestito rifiutato veniamo segnalati al CRIF. Cosa significa? Che i nostri dati anagrafici finiranno nelle banche dati dei sistemi di informazioni creditizie.

Occorre però non confondere questo con l’iscrizione al registro dei cattivi pagatori. La differenza è sostanziale: il CRIF raccoglie semplicemente i dati anagrafici dei soggetti a cui è stato negato un prestito. Il registro dei cattivi pagatori, invece, include quanti non hanno onorato un prestito.

L’iscrizione al CRIF dura 30 giorni, nel corso dei quali ci verranno rifiutati altri prestiti. Quindi il consiglio è non fare altri tentativi durante questo lasso di tempo, sfruttandolo invece nel tentativo di rimuovere i motivi che hanno portato al rifiuto del prestito. Per esempio, cercando un garante, risolvendo contenziosi con altri creditori, restituire velocemente debiti in corso, ecc.

Leggi anche Come sapere se si è segnalati al Crif >>

Segnalazione CRIF per prestito rifiutato

Vediamo meglio cos’è e come funziona la CRIF. CRIF, come intuibile, è un acronimo, stante per Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria. Si tratta di una società privata che gestisce il SIC (Sistema d’Informazioni Creditizie), noto anche col nome Eurisc.

Si tratta di una banca dati in tutto e per tutto, costituita dalle informazioni provenienti dalle Banche e in generale dagli enti finanziatori abilitati dal Ministero dell’economia.

Il CRIF è stato istituito con l’obiettivo di valutare, in maniera oggettiva, il profilo creditizio di un soggetto. Quindi, in parole povere, la sua affidabilità. Tutela pertanto quanti erogano prestiti affinché non incappino in soggetti inadempienti.

Bisogna sapere che, ogni qualvolta chiediamo e otteniamo un prestito, le relative informazioni sono trasmesse al SIC di CRIF.

Tali informazioni possono essere, a seconda dei casi, di natura negativa o positiva in base alla nostra situazione.

La cancellazione dei dati presenti nel SIC avviene in maniera automatica passato il periodo specificatamente stabilito da un Codice Deontologico operativo in materia.

I tempi di permanenza dei dati presso la SIC variano a seconda del tipo di situazione, che possiamo riassumere così:

  • in corso d’istruttoria: dopo 6 mesi dalla data della richiesta del prestito
  • rifiutato o alla cui concessione si è rinunciato: dopo 1 mese dal rifiuto o dalla rinuncia
  • rimborsato correttamente: dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito
  • pagamento ritardato di una o due rate: dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, purché i versamenti precedenti siano stati sempre regolari.
  • pagamento ritardato di tre o più rate: dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, ma purché i versamenti precedenti siano stati sempre regolari
  • finanziamenti non restituiti o con morosità grave: dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito o dalla data in cui la banca o la finanziaria ha inviato l’ultimo aggiornamento dei dati creditizi

Può anche essere richiesta la revoca dei dati, ma solo se positivi. E comunque entro 90 giorni dalla richiesta. Può essere comunque una scelta controproducente, perché un pedigree di pagatore positivo non può che facilitarci successive approvazioni a richieste di prestito.

Ancora, è possibile chiedere la cancellazione dei dati al SIC qualora non siano corretti. O comunque la loro correzione. E’ possibile farlo in 2 modi:

  1. l’interessato si rivolgerà direttamente alla banca alla quale ha chiesto il prestito l’interessato potrà inoltrare la richiesta direttamente alla società CRIF, la quale chiederà la dovuta verifica all’istituto finanziario responsabile.
  2. I tempi previsti sono pari a 15 giorni, trascorsi i quali il CRIF sospenderà la consultabilità dei dati contestati, fino alle opportune modifiche segnalate

Purtroppo anche per i dati CRIF si può essere vittima di un furto di dati, dove il truffatore ha ottenuto un prestito senza più restituirlo con le nostre credenziali. Occorre innanzitutto sporgere denuncia alle forze dell’ordine e comunicare l’increscioso accaduto alla banca o alla finanziaria erogatrice del prestito.

Infine, occorrerà anche appurarsi di chiedere la dovuta cancellazione alla CRIF (dovrebbe comunque provvedere la banca, ma meglio farlo anche di persona), allegando sempre la denuncia.

Infine, abbiamo anche facoltà di chiedere i dati che ci riguardano alla CRIF, sebbene la richiesta comporti un costo che va dai 4 ai 10 euro, in base ai dati in questione.

Prestito rifiutato: Quanto rimane in CRIF

Abbiamo detto che, in caso di prestito rifiutato, i dati permangono nel registro CRIF per 30 giorni. Dall’elenco prima esposto, abbiamo visto che è la tempistica più ridotta rispetto ad altri casi ben più gravi, come la morosità (dove si dilatano di tre volte).

Durante questo lasso di tempo è inutile richiedere un prestito presso un altro ente, poiché incasseremo quasi sicuramente un altro rifiuto.

I dati sono incrociati e banche e società finanziarie vi attingono per essere sicuri che la persona che hanno di fronte abbia una situazione solida alle spalle.

Meglio utilizzare questo lasso di tempo per rimuovere i fattori che hanno portato al rifiuto. E cercare di individuare e risolvere altre eventuali problematiche per evitare altri rifiuti che dilateranno ulteriormente i tempi per ottenere un prestito.