Piccolo prestito ricaricabile

Cos’è un piccolo prestito ricaricabile? Come funziona? Conviene richiedere un piccolo prestito ricaricabile? Come fare?

Il mondo dei prestiti è diventato molto flessibile, proprio per venire incontro alle serie difficoltà finanziarie che famiglie e imprese si trovano spesso ad affrontare. Complici le continue recessioni economiche ormai frequenti.

Le banche, ormai da un trentennio, concedono prestiti e finanziamenti con molta meno facilità, chiedendo diverse garanzie che spesso un privato o un’impresa non riesce a soddisfare.

Il piccolo prestito ricaricabile rientra nel novero delle soluzioni smart flessibili di accesso al credito. In questo articolo ce ne occuperemo con un approfondimento.

Cos’è un piccolo prestito ricaricabile?

Si tratta di un finanziamento a cui è possibile accedere più volte. Solitamente si parte da un importo ridotto, che non supera i 5.000 euro. Somma che ci viene accreditata sul conto corrente, utilizzabile per affrontare qualsiasi tipo di spesa, senza doverla giustificare ogni volta.

La sua particolarità non finisce qui. Anzi, riguarda soprattutto la modalità di rimborso: ogni volta che paghiamo le rate mensili praticamente rifondiamo l’importo iniziale, al quale possiamo di nuovo attingere in futuro.

Quindi, possiamo considerare il prestito ricaricabile alla stregua di una carta prepagata, che ricarichiamo per poterla utilizzare. Col vantaggio che rispetto ad essa non dobbiamo sobbarcarci costi o quote annuali.

Come funziona un piccolo prestito ricaricabile?

Come detto, l’importo massimo ottenibile è 5.000 euro. Non si tratta di una cifra, ma di solito una banca o una finanziaria fissano l’importo massimo ottenibile su questo livello.

Per richiederlo, non bisogna dire a cosa ci servirà, contrariamente a quanto si fa con le altre forme di prestito più tradizionali. Inoltre, non andremo a chiedere un importo preciso, ma la banca o la finanziaria ci daranno un tetto massimo che non possiamo sfondare. E avremo anche facoltà di usare o meno gli importi, in base alle nostre reali necessità.

Altro aspetto importante sul funzionamento del piccolo prestito ricaricabile è che all’atto della stipula non vengono richieste particolari documentazioni che indicheranno la spesa che dovremo sostenere.

In parole povere, la banca o la società finanziaria alla quale ci rivolgiamo ci concede un platfond, dandoci massima discrezionalità circa le singole spese e le causali.

Infine, il piano di ammortamento è personalizzabile, in base allo status lavorativo ed economico del richiedente.

L’unica cosa che lo accomuna agli altri prestiti personalizzati è la rateizzazione mensile del rimborso del prestito.

Piccolo prestito ricaricabile: requisiti

Quali sono i requisiti per ottenere un piccolo prestito ricaricabile? Per fortuna, non hanno diritto ad accedervi solo i lavoratori statali e i pensionati, ma anche i lavoratori atipici, i liberi professionisti con o senza IVA, chi dispone di un reddito mensile diverso da uno stipendio (si pensi ad un affitto di un immobile), ecc. Persone che potrebbero vedersi preclusa la strada di un finanziamento classico.

Gli elementi principali che vengono richiesti è dunque quella di beneficiare di un’entrata fissa e regolare già da qualche anno. Che sia o meno un reddito.

Inoltre, se non si tratta di uno stipendio da lavoro a tempo indeterminato o di una pensione, serve comunque un garante che faccia da fideiussore.

Piccolo prestito ricaricabile: quali documenti servono

Vediamo quali sono i documenti richiesti per un piccolo prestito ricaricabile:

  • copia delle ultime buste paga (o il CUD, e il modello unico in caso di lavoratori autonomi senza busta paga o atipici)
  • certificato di stipendio o di pensione (non sempre richiesto)
  • la dichiarazione dei redditi

Come rimborsare un piccolo prestito ricaricabile

Premesso che occorre sempre leggere attentamente il contratto che ci viene proposto dalla banca o dalla società finanziaria presso cui ci rivolgiamo (i dettagli possono essere diversi da ente ad ente), vediamo quali sono le regole principali che solitamente vengono adottate.

Il finanziamento si considera iniziato dal momento in cui ci viene messa a disposizione la cifra pattuita. A prescindere dal nostro utilizzo o meno.

Poi, a partire da 30 giorni dopo quella data, dovremo iniziare a restituire il denaro alla banca.

La restituzione avviene solitamente con cadenza mensile, con rate dall’importo ridotto: in genere tra i 30 e i 50 euro.

Gli interessi stabiliti sono davvero minimi, si può dire irrisori. Peraltro anche a tasso fisso ed invariato per tutto il decorso del finanziamento.

Altra buona notizia riguardo gli interessi è che sono pagati solo sulla cifra di cui realmente abbiamo usufruito, e non per tutta la somma che invece la banca ci ha messo a disposizione.

Il piccolo prestito ricaricabile conviene?

Questa tipologia di prestito conviene sicuramente per quanti vogliono ottenere piccoli prestiti per affrontare le incombenze del quotidiano senza troppi grattacapi. O affrontare la fine del mese non come fosse un incubo.

Del resto, chi sottoscrive un piccolo prestito ricaricabile è consapevole di avere un tesoretto da cui attingere, neanche troppo limitato, visto che parliamo comunque di un tetto di 5mila euro (cifra imposta di solito, ma dipende anche dalla banca o dalla finanziaria presso cui ci rivolgiamo, dunque può essere anche più alta come più bassa)

Il tutto, senza dover per forza essere un lavoratore dipendente e senza dover giustificare la motivazione del prestito per ottenerlo. Ed ancora, non ci sono interessi da doversi accollare. Alla fine, il debitore dovrà restituire solo il denaro che ha utilizzato.

L’importo massimo concessoci al quale dobbiamo attingere scenderà gradualmente e dovremo noi ricostruirlo versando delle rate mensili. Non ci sono dei limiti di tempo, salvo diversamente previsto dall’ente erogatore.

Ovviamente, non conviene a chi ha bisogno di cifre più importanti per progetti più grandi (dall’acquisto di un’auto ad un mutuo per acquistare una casa, ecc.).

E, naturalmente, non va scambiato per pura beneficenza o un prestito a fondo perduto. Dato che, alla fine, dovremo comunque dare delle garanzie che potremo restituire il prestito.

4 Migliori piccoli prestiti ricaricabili

Vediamo ora alcuni esempi di piccoli prestiti ricaricabili presenti sul mercato.

Minicredito di Compass

Compass (Sito Ufficiale) offre un massimo di 1.500 euro, sempre disponibile che si ricostituisce automaticamente rimborsando la quota capitale del credito utilizzato con rate piccole e fisse di 50 € o di 100 € al mese. In base al saldo a debito.

Prestincarta di Credem

Con questa soluzione offerta dal banco Credem, avrai sempre un piccolo prestito a tua disposizione dato che consente di spostare la disponibilità della tua carta Ego sul conto corrente Credem collegato.

Avrai la facoltà di liquidare sul tuo conto tutta o solo una parte del massimale disponibile sulla tua carta. Si va da un minimo di 250€ ad un massimo di 5.000€. Il tutto, sempre in base alle tue esigenze e alla disponibilità della tua carta Ego.

Il prestito verrà rimborsato in rate mensili, che vanno da 12 a 48 mesi. E’ possibile estinguere il prestito quando si vuole senza affrontare costi aggiuntivi.

Agosmoney

Piccolo prestito ricaricabile offerto da Agos, garantisce un fido iniziale.

Ogni volta che si desidera utilizzare tutto o parte del fido, è possibile richiedere un bonifico direttamente sul tuo conto corrente.

L’importo richiesto diminuisce il fido disponibile, e, ad ogni rata mensile, il fido si ricarica e viene reso di nuovo disponibile per future esigenze.

In linea con quanto detto in precedenza, gli interessi sono applicati solo sul credito utilizzato.

L’importo massimo ottenibile si pone a metà tra i primi due: 3.000 euro.

Findomestic

Anche Findomestic, nota società finanziaria, offre il piccolo prestito ricaricabile. Vale quanto detto in precedenza in termini di importi prestati, regole di rimborso e documentazione richiesta.

La somma massima erogabile viene stabilita di volta in volta in base alle garanzie presentate dal richiedente.